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Domani scioperano i lavoratori della Grande distribuzione, da quattro anni senza contratto. Prc: "Non facciamo la spesa" (21/12/17 13:20)

I sindacati del commercio di Cgil, Cisl e Uil confermano la protesta proclamata per domani ultimo venerdì prima di Natale a sostegno del rinnovo del contratto della distribuzione cooperativa e e della definizione di quello della grande distribuzione. I lavoratori impegnati nella grande distribuzione organizzata sono circa 300 mila mentre quelli delle Coop sono circa 5omila.La protesta sarà declinata a livello territoriale, e vedrà moltissimi lavoratori impegnati in presidi e manifestazioni programmate nei pressi di centri commerciali e Coop o Ipercoop. Il mancato rinnovo del contratto Nazionale (scaduto ormai da quattro anni) tanto delle aziende associate a Federdistribuzione quanto a quelle della Distribuzione Cooperativa ha portato i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs a proclamare uno sciopero proprio nella settimana calda degli acquisti di Natale. Le iniziative programmate nei territori (in fase di aggiornamento): - a Roma lavoratrici e lavoratori si ritroveranno a Piazza San Silvestro alle 9;- a Milano si svolgerà un presidio davanti la sede di Federdistribuzione. Da qui partirà un corteo diretto a piazza della Scala;- a Bologna, un corteo partirà dalla Despar di via Stalingrado per arrivare alla sede della Legacoop;- a Cagliari, presidio e manifestazione davanti La Rinascente di via Roma. Rifondazione comunista sostiene lo sciopero. "Il contratto nazionale è scaduto da quattro anni - si legge in una nota della segreteria nazionale - e le aziende non solo si rifiutano di stipulare un contratto nazionale del settore, ma si ostinano a non rinnovare nemmeno il contratto nazionale Confcommercio. Questa situazione generale, che riguarda anche la cooperazione, ricade in maniera pesante sui lavoratori sia dal punto di vista salariale che dei diritti. Basti pensare alle recenti vicende che tra licenziamenti, disdette di contratti di secondo livello e adozione di modelli organizzativi unilaterali, testimoniano chiaramente che le condizioni dei lavoratori continuano a peggiorare. Per questo, in solidarietà e a sostegno della mobilitazione, il 22 dicembre non facciamo la spesa".
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