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Medici ospedalieri verso uno sciopero di due giorni a febbraio (16/12/17 11:23)

"In assenza di risposte", nella sanità ci saranno altre iniziative di protesta e un nuovo sciopero di 48 ore consecutive, l'8 e il 9 febbraio 2018. Sono i medici ospedalieri la prima categoria che entrerà "a gamba tesa" nella campagna elettorale. Del resto è prprio la sanità uno dei capitoli più colpiti dal welfare. Un mix di mancati adeguamenti della spesa, bluff dei rinnovo del contratto, tempi biblici per quanto riguarda la precarietà professionale, e un "definanziamento di fatto" che porta inesorabilmente verso la privatizzazione. La larga adesione dei medici, veterinari e Dirigenti sanitari allo sciopero del 12 dicembre rappresenta una chiara denuncia delle responsabilità che stanno portando la sanità pubblica al collasso e massacrando le condizioni di lavoro dei suoi professionisti. Non è stato facile decidere di non erogare centinaia di migliaia di prestazioni per un giorno, ma è stato necessario dare un segnale forte per tentare di evitare la chiusura per fallimento.È ormai chiaro per tutti, tranne che per la legge di bilancio persa nel meraviglioso mondo dei bonus, che la sanità pubblica è in emergenza, lasciata in una recessione perenne, esclusa dalla ripresa economica, avviata su di un piano inclinato verso la bancarotta, per aprire la strada alla intermediazione finanziaria e assicurativa. Che costerà di più e curerà di meno. "Senza un chiaro mandato elettorale il Governo, le Regioni ed i partiti, si stanno assumendo la pesante responsabilità politica si legge nella nota sindacale firmata da Anaao-Assomed - di spingere il Paese verso una sanità duale, usando il welfare aziendale come grimaldello per abbattere l’universalismo del sistema sanitario pubblico. E l’imbuto formativo come strumento per assegnare il lavoro dei medici a segmenti produttivi meno costosi e più interessanti dal punto di vista elettorale. Nella crisi della sanità il lavoro dei professionisti si svaluta sempre di più, tra congelamento dei livelli retributivi e rarefazione delle progressioni di carriere, lavoro notturno ad età sconosciute ad altre categorie e milioni di ore lavorate oltre il debito contrattuale, asfissia burocratica e ruolo di fattore produttivo da controllare".
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