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LE BRIGATE DELLA SOLIDARIETA' ATTIVA DI BERGAMO CONTRO CONFINDUSTRIA E L'ECO DI BERGAMO, DOPO IL SUICIDIO DELL'OPERAIO LICENZIATO (03/02/10 10:52)

La scorsa notte sono stati attaccati due striscioni davanti l'eco di Bergamo (LA DISPERAZINE VA A FUOCO E VOI DATE SOLO VOCE AI PADRONI, SERVI) e il secondo davanti Confindustria (LA CRISI E' FINITA, BENZINA SUL FUOCO, VERGOGNA), firmati Brigate della Solidarietà Attiva. Qui di seguito il comunicato- È successo qui da noi, non in un lontano paese ma in una delle zone più ricche d’Italia. Non è un’anomalia, è una conseguenza, è lo sbocco naturale della crisi, oggi negata da chi l’ha causata. Un operaio si dà fuoco, nella sua macchina, solo. Non nel centro di una piazza, ma sul ciglio della strada, al margine di quella società che lo ha escluso. Società oggi disgregata, frammentata e troppo spesso indifferente. Società non più in grado di dare supporto ai suoi stessi membri. È con rabbia che vogliamo denunciare la sciagurata irresponsabilità di chi comanda, che continua a sottovalutare ed a nascondere la gravità della crisi, esimendosi da qualsiasi iniziativa di contrasto e di supporto a coloro che questa crisi la pagano in prima persona. C’è un pezzo di società che và in rovina: non c’è solo la disoccupazione conclamata e la cassa integrazione, c’è la precarietà, con lavoratori interinali, a progetto, occasionali, a chiamata, privi di tutele e di diritti. Anche davanti ad un gesto tanto drammatico il padronato, e chi gli da voce, cerca di negare non solo l’evidenza della crisi, ma soprattutto la drammaticità delle conseguenze. La morte di Sergio parla a tutti noi, negare l’evidenza è un insulto alla dignità della vita. Ora bisogna ampliare sempre di più le reti di solidarietà e di mutuo soccorso che ricostruiscono quel tessuto sociale necessario per sostenere chi, solo, vive il dramma dell’emarginazione dal lavoro, e quindi dalla società.
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