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Retribuzioni ferme, 1,4 milioni in attesa di contratto (22/12/09 12:34)

Un milione e mezzo di lavoratori italiani (l'11 per cento) è in attesa di rinnovo contrattuale, le retribuzioni restano invariate rispetto ad ottobre, mentre scendono le ore di sciopero. Sono questi i dati più evidenti resi noti oggi (22 dicembre) dall’Istat. L’Istituto di statistica ha diffuso le cifre relative all'indice delle retribuzioni orarie contrattuali relativo all'intera economia, sottolineando che l’indicatore risulta in crescita del 3,1 per cento rispetto allo scorso anno. Se, infatti, le retribuzioni contrattuali orarie a novembre sono rimaste invariate rispetto a ottobre, hanno registrato un incremento del 3,1 per cento rispetto a novembre 2008. Attualmente risultano in attesa di rinnovo 20 contratti che corrispondono al 12,8 per cento del monte retributivo totale e che coinvolgono circa 1,4 milioni di dipendenti. La quota di contratti nazionali vigenti risulta elevata in tutti i settori: nel mese di novembre la copertura e' totale per l'agricoltura, mentre e' rispettivamente pari al 98, all'80,6 e all'80,4 per cento per l'industria, i servizi privati e la pubblica amministrazione. L'attesa per i lavoratori con il contratto scaduto e' in media di 20,9 mesi, in aumento sia rispetto a ottobre 2009 (19,2), sia rispetto a un anno prima (11,4). L'attesa media distribuita sul totale dei dipendenti e' di 2,3 mesi, lievemente superiore a quella del mese precedente (2,2) ma inferiore di un mese rispetto a novembre 2008. Nel caso in cui non avvenissero ulteriori rinnovi, la quota (in termini di monte retributivo contrattuale rispetto al totale osservato nel dicembre 2005) dei contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore osservata a novembre rimarrebbe invariata anche a dicembre 2009, per poi scendere al 46,3 per cento a partire da gennaio del 2010 e ridursi al 40,3 per cento a partire da aprile 2010. Nel mese di novembre tra l’altro, fanno sapere dall’Istat, l'indice delle retribuzioni è rimasto fermo a causa della limitata incidenza delle applicazioni contrattuali avvenute. Si registra, infatti, solo l'aggiornamento degli importi relativi a una o piu' delle indennita' fissate a livello locale per alcuni contratti provinciali degli operai dell'edilizia. Nello scorso mese, a fronte della variazione tendenziale media, gli incrementi piu' elevati si registrano invece per acqua e servizi di smaltimento rifiuti e metalmeccanica (entrambi 4,2 per cento), commercio e alimentari bevande e tabacco (entrambi 4%), ministeri (3,8 per cento). Gli aumenti piu' contenuti riguardano invece i vigili del fuoco (0,6 per cento), i trasporti, i servizi postali e attivita' connesse (1,5 per cento) e l’agricoltura (1,6 per cento). La variazione è infine nulla per i contratti telecomunicazioni, militari-difesa e forze dell'ordine. Il dato fornito dai ricercatori è determinato dal fatto che nessun contratto e' scaduto a novembre, mentre e' stato siglato quello relativo ai dipendenti delle industrie della carta e carto-tecnica. Conseguentemente, alla fine di novembre sono in vigore 58 accordi che regolano il trattamento economico di circa 11,6 milioni di dipendenti. A questi corrisponde un'incidenza, in termini di monte retributivo, pari all'87,2 per cento. Per quanto riguarda le ore di sciopero, infine, nel periodo gennaio-settembre 2009, il numero delle ore non lavorate per conflitti è stato di 1,3 milioni di ore, con un calo del 63,2 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2008. Tra le motivazioni, quelle che presentano le incidenze maggiori sono le altre cause (30,5 per cento delle ore totali non lavorate per conflitti), il licenziamento e la sospensione dei dipendenti (21,6 per cento) e le rivendicazioni economiche (20,0 per cento).
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