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Il compromesso europeo non è all’altezza della crisi (12/04/20 11:41)

Appelli per introdurre forme di mutualizzazione del debito sono arrivati da economisti di estrazione diversa, dalla proposta di “eurobond perpetui contro il covid-19” di Giavazzi e Tabellini, al gruppo Euromemo (per un “cambio di paradigma” a partire dalla svolta ecologica). Da Internazionale. “Questa volta è diverso”. Il presidente dell’eurogruppo Mario Centeno ce l’ha messa tutta per dare un senso di svolta storica ai risultati dell’incontro tra i ministri delle finanze della zona euro che, in seconda convocazione come un’assemblea condominiale mal assortita, hanno finalmente trovato un accordo nella sera del 9 aprile, alla terza o quarta settimana di lockdown per quasi tutta l’Unione e alle soglie di una recessione mondiale. “Proposte audaci e ambiziose impensabili solo poche settimane fa”, ha dichiarato Centeno , secondo il quale stavolta non si potrà dire che l’Europa ha fatto “troppo poco e troppo tardi, come in occasione della crisi finanziaria di dieci anni fa”. “L’Europa è solidarietà”, ha twittato il commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni. È così? È passata la linea del vasto fronte che chiedeva una svolta radicale nella politica europea – inaugurata da un non radicale come l’ex presidente della Bce Mario Draghi che, nell’ormai famoso articolo sul Financial Times , chiedeva “un cambio di mentalità, necessario in questa crisi come lo sarebbe in tempi di guerra”? La risposta è nei numeri del pacchetto di aiuti deciso dall’eurogruppo (500 miliardi di euro), nei meccanismi scelti per elargirli, e in un’espressione chiave: safety net , rete di sicurezza. Il 9 aprile i ministri delle finanze dei paesi della zona euro hanno deciso di non rompere e gettare qualche piccola rete nel grande mare in cui rischiano di affondare l’economia e la società. Ma sapendo che non basterà, hanno rinviato ai loro capi di governo – cioè al Consiglio europeo – e alla Commissione le decisioni sul “ recovery plan ”, un piano per la ripresa economica i cui contenuti e contorni sono tutti da definire. Con il rischio che il “cambio di mentalità” arrivi – se arriverà – fuori tempo massimo per una crisi così rapida e imponente.   Read more
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