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Aumenti dei pedaggi autostradali, per Federconsumatori la colpa รจ della gestione privata e per niente trasparente (05/01/18 15:25)

"La gestione della rete autostradale da parte dei privati determina continui aumenti delle tariffe. E' necessario rendere trasparente il sistema di assegnazione di convenzioni e concessioni". Ad intervenire sul tema della gestione autostradale e deglia umenti dei prezzi dei pedaggi e' l'associazione  Federconsimatori che in una nota spiega: "È uscito ieri un articolo su un quotidiano nazionale che analizza con precisione gli aumenti dei costi delle autostrade (+75% in vent'anni a fronte di un tasso d'inflazione del 36/37%), spiegando cio' che anche noi sosteniamo da anni: il passaggio della gestione della rete autostradale nelle mani dei privati si e' tradotta in aggravi economici per i cittadini e ha invece riservato notevoli vantaggi ai concessionari. Dall'analisi emerge che la rete, seppure privata- prosegue la nota- mantiene di fatto una sorta di monopolio naturale, poiche' una tratta non puo' essere affidata a piu' concessionari in concorrenza tra loro ne', naturalmente, si possono costruire due autostrade parallele per avere piu' concessionari. L'assenza di una reale situazione di concorrenza determina una sorta di monopolio da prima repubblica in cui a rimetterci sono, come sempre i consumatori"."Negli anni scorsi la revisione delle tariffe autostradali veniva determinata dal CIPE (Comitato Interministeriale per La Programmazione Economica) che aveva il compito di vigilare su decine di prezzi. Con la liberalizzazione- aggiunge la Federconsumatori- questo compito e' passato prima all'ANAS e poi al Ministero delle Infrastrutture ma nel sistema di calcolo degliaumenti non sono intervenute variazioni rilevanti. I concessionari presentano le richieste di aumento in base a parametri legati all'inflazione (ad esempio la quantita' e la copertura degli investimenti): anche se tali parametri non sono discrezionali, lo sono i valori ad essi assegnati, con meccanismi che di fatto assegnano sempre un premio maggiore rispetto a quanto speso dal concessionario. Il concessionario, quindi, sa che di fatto piu' spende piu' guadagna. I parametri, cosi' come il contenuto delle concessioni, non sono pubblici, poiche' si tratta di dati sensibili di societa' private, quindi diventa difficile stabilire un percorso annuo con il Ministero competente, che assegna gli aumenti richiesti senza avere basi reali di confronto. Ci auguriamo che quanto prima il controllo dell'adeguamento delle tariffe passi all'Autorita' dei Trasporti con la gradualita' prevista dalla scadenza delle concessioni: auspichiamo che il compito di indire le gare per il rinnovo delle concessioni e di stabilire le convenzioni venga assegnato quantoprima all'Autority, che dovra' valutare se concedere o meno gli aumenti in base un modello tariffario gia' studiato per l'autostrada  Torino-Ivrea-Aosta. Questa tratta e' la prima che ha visto scadere la concessione e che a fine anno ha registrato un aumento dei pedaggi del +1,74% che, se venisse gia' applicato lo schema dell'Autorita', non ci sarebbe stato", conclude la nota.
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