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Diritto di ascolto e di rappresentatività per gli studenti con disabilità (06/09/18 09:30)

 «Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità. A tal fine, si darà in particolare al fanciullo la possibilità di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo concerne, sia direttamente, sia tramite un rappresentante o un organo appropriato, in maniera compatibile con le regole di procedura della legislazione nazionale». Questo recita l’ articolo 12 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (ratificata dall’Italia con la Legge 176/91 ) ed è proprio quell’articolo che è stato richiamato nello schema relativo al Piano per l’inclusione , rivolto alle scuole, attuativo dell’articolo 8* del Decreto Legislativo 66/17 sull’inclusione scolastica. Tale testo (disponibile a questo link ) è stato reso noto a fine luglio, nel corso di un incontro dell’Osservatorio Permanente per l’Inclusione Scolastica, alla presenza del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. Grande favore, per quel passaggio, è stato espresso in una nota dalla FIRST , la Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei diritti delle persone con disabilità, che ha definito a suo modo «un fatto “storico” l’aver voluto riconoscere il diritto all’alunno con disabilità di essere ascoltato con riferimento alle scelte educative che lo riguardano , prevedendo anche che le scuole si dotino di organismi volti a garantire e ad assicurare “la rappresentatività degli alunni e degli studenti con disabilità”». Sempre secondo la FIRST, si tratta «di una svolta che segna un punto di partenza irreversibile nel rapporto tra la persona/alunno con disabilità, in quanto portatore di diritti propri, e il contesto scuola, perché viene affermata, attraverso il richiamo all’articolo 12 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, la centralità della persona minore di età, senza che più qualcuno si esprima per suo conto». «È un richiamo – concludono dalla Federazione – che merita certamente di essere accolto e strutturato da ogni scuola». (S.B.) *Decreto Legislativo 66/17, articolo 8, comma 1: «Ciascuna istituzione scolastica, nell’ambito della definizione del Piano triennale dell’offerta formativa, predispone il Piano per l’inclusione che definisce le modalità per l’utilizzo coordinato delle risorse, compresi il superamento delle barriere e l’individuazione dei facilitatori del contesto di riferimento nonché per progettare e programmare gli interventi di miglioramento della qualità dell’inclusione scolastica».
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