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"Molecole semplici per rivoluzioni complesse". Esce per Ensemble la prima raccolta di poesie di Fabio Sebastiani. "Sono comunista perché  nella vita autentica non c’è niente  che sia qualcosa a prescindere. Ogni qualcosa ha l’appuntamento con qualcuno  e insieme, cosi, si buscano l’esistenza.  La giustizia ha l’appuntamento con l’uomo".  (05/10/18 21:08)

E' uscito in questi giorni per i tipi di Ensemble la raccolta di poesie di Fabio Sebastiani "Molecole semplici per rivoluzioni complesse" (clicca qui per visionare la copertina e l'acquisto on line). Il volume arriva a sette anni da "Concerto per aforisma (quasi) solo". Quindi c'è un piccolo progresso dal pensiero sintetico al verso vero e proprio. La cifra fondamentamentale di questa raccolta è la multiformità di stili e generi: c'è spazio per il naturalismo come per il simbolismo, senza tralasciare alcuni avvicinamenti, discretamente riusciti, alla lirica. Anche per quanto riguarda i contenuti si spazia dal tema dei sentimenti, soprattutto nei rapporti tra uomo e donna, alla poesia più marcata dall'impegno civile e politico. L'architettura che regge la raccolta fa esplicito riferimento ai quattro punti cardinali della terra, attribuendo al Sud, polo di vitalità, la chiusura del libro e quindi del percorso poetico. Siamo destinati a una vitalità finale, sembra voler dire l'autore, che deve essere conquistata attraverso un lento e paziente lavoro di consapevolezza. La poesia in questa fase di grande caos e sostanziale mancanza di punti di riferimento può tornare ad avere una importante funzione di "avanguardia" morale ed etica. Il linguaggio, d'altra parte, appare usurato dalla modernità. Il poeta, quindi, deve fare un grande sforzo per battere nuovi sentieri senza cadere nell'ermetismo e nell'autoreferenzialità. C'è bisogno di una "parola nuova" che solo chi si pone in modo critico rispetto alla realtà attuale può provare a delineare non senza un sacrificio e un duro percorso culturale. Le rivoluzioni sono sempre possibili, e anche necessarie, ma non così lontane da quelle "molecole semplici" che identificano poi la nostra umanità. "Sono comunista perché/ nella vita autentica - scrive Fabio Sebastiani nella sua poesia più esplicitamente politica - non c’è niente/ che sia qualcosa a prescindere/. Ogni qualcosa ha l’appuntamento con qualcuno/ e insieme, cosi, si buscano l’esistenza/. La giustizia ha l’appuntamento con l’uomo". La prefazione di Claudio FiorentiniDopo un grande lavoro di ricerca interiore, Fabio Sebastiani è riuscito a separare ciò che si vuole dire de ciò che, invece, la poesia deve dire. Quindi ha eliminato tutto ciò che è frutto di narcisismo e ha denudato la propria anima, ascoltando la voce interiore, per arrivare a una poesia pulita, ricca di stimoli evocativi, che trasmette qualcosa che va oltre le parole.Sì, perché scrivere poesia è rompere un guscio per uscire allo scoperto, è la ricerca del verso essenziale, è ricerca della linea guida che ci rende migliori nella vita, è come percorrere un cammino iniziatico che ci porta al significato universale liberandoci dai significati privati. Turbina il silenzionella stanza di sedie vuote.Stanno immobili a contemplareil passaggio scomposto dei corpi. Così, in queste poesie, l’oggetto inanimato si riprende la sua vita diventando simbolo di un passaggio che non si rende conto di essere il senso del passare. Di cosa semineremo la terra,se in basso non ci sarà più terra. Quindi l’anima sorge dalle domande, sebbene l’autore sappia che non ci sono risposte, anzi, che non devono esserci perché: Un punto d’appoggio appenacircostante ai nostri piedisarà tutto lo stare. La silloge è suddivisa in quattro parti: Di Nord, che rappresenta la morte o il congelamento; Nell’Ovest, che è il riposo; Per L’Est, momento di rinascita; A Sud, presenza e vita. Le quattro parti altro non sono che punti cardinali vissuti in modo diverso: Di, In, Per e A, come a dire che siamo fatti DI qualcosa che è IN noi PER andare A. Quattro pilastri che indicano appartenenza, interiorità, motivazione e destinazione (o destino). In ogni pilastro c’è un ciclo compiuto che si esprime nella nudità del verso. Si tratta quindi di un percorso che ci porta da dentro a fuori attraverso i quattro elementi cosmici: Di Nord richiama la terra per la sua appartenenza e la sua immobilità; Nell’Ovest, dove tramonta il sole c’è il fuoco, ed è fuoco interiore; Per l’Est, luogo dove, invece, quando il sole sorge, l’Aria acquista i suoi colori; infine A Sud, dove c’è l’acqua, elemento fecondatore, ricco di una dinamica che va oltre ogni superficie. Per questo il poeta dice: Sto all’acqua a gocciolarmi di perdono Chiarendo così quale sia la destinazione perché, come l’acqua che tutto penetra, il nostro percorso impregnerà la terra con la nostra anima. Si salveranno gli amantidi amore forte e di semplice amore,che da qualche parte c’è un bacio che vaga Ricorre il tema dell’amore che vaga in un bacio che ancora non c’è, dove l’erotismo si esalta nel costante arrivare di qualcosa che non si consuma, dove lo stare insieme è semplice essere e andare, come un soffio di vento che prima o poi ti scompiglia i capelli, e lì scoprire che: Da qualche parte la strada piegae mira più lontano che può Perché è lontano che si va con la poesia, ma il lontano, quando sarà raggiunto, si chiamerà qui.Nella poesia di Fabio Sebastiani è sempre presente una patina lirica che agisce come “motore immobile”, quasi un pretesto non dimostrato che spinge, seguendo una musica interiore, alla ricerca, attraverso il linguaggio, di nuovi orizzonti di riflessione. Orizzonti che si manifestano come i primi bagliori di luce. E allora: Di tutto questo mondonelle pieghe rimaneun raggio di sole:che l’aurora cova Perché il raggio di sole, sorgendo dal verso, viene comunque; lo prepara l’aurora con un tepore che lentamente si trasforma in calore fino a quando il guscio si rompe e ci lascia attoniti nella scoperta di ciò che rivela. Si torna allo stupore dell’infanzia e ci si lascia andare anche al gioco, a volte irriverente, che balla in un linguaggio sincopato: S’infonne all’antrasattoil maribù sartiferoe trascìa così come limotto. Questo fino a quando: Il tempo si appropria delle cose. Per nascere... Si nasce alla passione di vivere quisenza infingimenti La silloge si chiude A Sud, dove l’adolescenza impera, dove si scopre il motivo dell’esistenza animale, da anima, ciò che ci anima, e si perde l’innocenza per nascere all’incoscienza destinata, per sempre, a svanire nella vecchiaia, e dire, con un respiro stanco: La parola più bellala portavamo a spalla in due:che non poteva stare piùin nessuna mano bambina.
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