m.ControLaCrisi.org - (visualizza versione completa)

Medici e aspiranti medici in piazza contro il taglio dei posti in facoltà e delle borse di studio. Gli specializzandi gettano i camici sotto le finestre di Montecitorio (05/09/17 14:17)

"O Fedeli caccialo sto bando', 'Tornate dal mare dovete accreditare', 'Noi vogliamo specializzarci' e 'Dateci borse'. Sono solo alcuni tra slogan, cori e striscioni esposti e gridati questa mattina a piazza Montecitorio da un gruppo di medici neo laureati, in camice bianco, raccolti sotto la sigla Sigm - Segretariato italiano giovani medici. I ragazzi, arrivati da policlinici e universita' romane e di altre parti del Paese sono "in attesa da oltre un anno e mezzo del bando per l'accreditamento delle scuole di specializzazione di Medicina"."Il nuovo sistema di accreditamento voluto dal Miur- denuncia Emanuele, portavoce Sigm- che ha portato le scuole di specializzazione da 1.500 a 1.350 ha creato un empasse con il ministero della Salute il cui prezzo lo stiamo pagando noi e altre migliaia di giovani medici. È una  situazione anomala, mai verificatasi in precedenza, assolutamente vergognosa". "Vogliamo delle risposte e le vogliamo subito- ha aggiuntoLaura- ci siamo laureati da piu' di un anno e non possiamo proseguire i nostri studi. Non sappiamo se dovremo aspettare un giorno o un altro anno". "Non sappiamo nulla- ha concluso Alessio- e non abbiamo risposte ufficiali. Non si puo' lasciare un medico che potrebbe utilizzare il suo tempo per fare, ad esempio, un'esperienza di volontariato all'estero, ad aspettare senza poter fare niente". Al termine del flash mob, i manifestanti si sono tolti il camice, alcuni di loro gettandolo a terra: "Per poterlo indossare abbiamo combattuto ma ormai non ha senso averlo", hanno concluso i ragazzi.Intanto gli studenti universitari hanno manifestato, sempre oggi in una decina di città, contro il taglio dei posti disponibili per il numero chiuso a Medicina e contro la riduzione delle borse di studio da 8.00 e 6.000. “É inaccettabile che uno studente in uscita dalle scuole superiori non possa scegliere liberamente il suo percorso di studi - si legge in una nota dell'Unione degli studenti - i test non valutano realmente la preparazione, ma vogliono selezionare e ridurre in numero i futuri studenti universitari". "La sentenza di Milano sul numero chiuso a Studi Umanistici - aggiuge Martina Carpani, Coordinatrice della Rete della Conoscenza - dimostra che la selezione all’ingresso è ingiusta e va abolita, servono assunzioni e finanziamenti per garantire il diritto costituzionalmente sancito di accedere ai gradi più alti degli studi.”. Francesca Picci, Coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti aggiunge: "Non possiamo trascurare le mancanze di medici e specialisti che già oggi si palesano nel nostro Sistema Sanitario, e che in futuro si aggraveranno notevolmente se non ci sarà un ripensamento delle modalità di accesso al corso di Laurea di Medicina e Chirurgia e del concorso di specialità attraverso l’aumento del numero delle borse e attraverso una programmazione di lungo periodo sui bisogni di salute del nostro Paese. Diciamo chiaramente che la progressiva riduzione dei posti a Medicina, con la scomparsa di migliaia di medici nei prossimi dieci anni porterà ad una vera e propria estinzione di questa figura”.
Chi Siamo | Webmaster: Luciano Ferraro