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"Nazifascismo, la memoria non si cancella: 139 stragi con circa 23mila vittime. Una mappa per ricordare". Intervento di Franco Astengo (12/08/17 16:00)

E’ in corso una vera e propria offensiva di recupero del fascismo: dalla spiaggia di Chioggia, ai campi estivi neo – nazisti, ai manifesti inneggianti alla bontà di governo di Mussolini. Più in generale il clima è di allentamento al riguardo dei principi fondamentali dell’antifascismo, sulle sue ragioni profonde, sulla realtà storica dei fatti. Ha contribuito a questa sorta di rilassatezza culturale l’attacco alla Costituzione tentato nel corso die mesi scorsi e (provvisoriamente?) respinto con il voto del 4 Dicembre 2016. Per questi motivi è bene tener viva la memoria, perché senza di essa si smarrisce l’identità repubblicana dell’Italia: il profondo significato etico e politico di questa identità conquistata con la lotta. Queste le ragioni del tentativo di rinnovo del ricordo contenuto in questo intervento, partendo dalle due stragi – simbolo compiute dai nazifascisti nell’estate del 1944 a Sant’Anna di Stazzema e a Marzabotto. Intervento che si conclude con l’elenco delle 139 stragi compiute su tutto il territorio nazionale per un totale (secondo l’Atlante delle stragi nazifasciste in Italia) di circa 23.000 vittime SANT’ANNA DI STAZZEMA All'inizio dell'agosto 1944 Sant'Anna di Stazzema era stata qualificata dal comando tedesco come "zona bianca", ossia una località adatta ad accogliere sfollati: per questo la popolazione, in quell'estate, aveva superato le mille unità. Inoltre, sempre in quei giorni, i partigiani avevano abbandonato la zona senza aver svolto operazioni militari di particolare entità contro i tedeschi. Nonostante ciò, all'alba del 12 agosto 1944, tre reparti di SS salirono a Sant'Anna, mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle sopra il paese di Valdicastello. Alle sette il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant'Anna, accompagnati da fascisti collaborazionisti che fecero da guide[10], gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati, mentre donne, vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro in quanto civili inermi, restarono nelle loro case. In poco più di mezza giornata vennero uccisi centinaia di civili di cui solo 350 poterono essere in seguito identificate; tra le vittime 65 erano bambini minori di 10 anni di età. Dai documenti tedeschi peraltro non è facile ricostruire con precisione gli eventi: in data 12 agosto 1944, il comando della 14ª Armata tedesca comunicò l'effettuazione con pieno successo di una "operazione contro le bande" da parte di reparti della 16. SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS nella "zona 183", dove si trova il territorio del comune di S. Anna di Stazzema; l'ufficio informazioni del comando tedesco affermò che nell'operazione 270 "banditi" erano stati uccisi, 68 presi prigionieri e 208 "uomini sospetti" assegnati al lavoro coatto. Una successiva comunicazione dello stesso ufficio in data 13 agosto precisò che "altri 353 civili sospettati di connivenza con le bande" erano stati catturati, di cui 209 trasferiti nel campo di raccolta di Lucca I nazistifascisti rastrellarono i civili, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra, bombe a mano, colpi di rivoltella e altre modalità di stampo terroristico. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva solo 20 giorni(23 luglio-12 agosto 1944). Gravemente ferita, la rinvenne agonizzante la sorella maggiore Cesira (Medaglia d’Oro al Merito Civile) miracolosamente superstite, tra le braccia della madre ormai morta. Morì pochi giorni dopo nell'ospedale di Valdicastello. Infine, incendi appiccati a più riprese causarono ulteriori danni a cose e persone. Non si trattò di rappresaglia (ovvero di un crimine compiuto in risposta a una determinata azione del nemico): come è emerso dalle indagini della procura militare di La Spezia, infatti, si trattò di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione, soggiogandola grazie al terrore. L'obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona. La ricostruzione degli avvenimenti, l'attribuzione delle responsabilità e le motivazioni che hanno originato l'Eccidio sono state possibili grazie al processo svoltosi al Tribunale militare della Spezia, conclusosi nel 2005 con la condanna all'ergastolo per dieci SS colpevoli del massacro; sentenza confermata in Appello nel 2006 e ratificata in Cassazione nel 2007. Nella prima fase processuale si è svolto, grazie al pubblico ministero Marco de Paolis, un imponente lavoro investigativo, cui sono seguite le testimonianze in aula di superstiti, di periti storici e persino di due SS appartenute al battaglione che massacrò centinaia di persone a Sant'Anna. Fondamentale, nel 1994, anche la scoperta avvenuta a Roma, negli scantinati di Palazzo Cesi-Gaddi, di un armadio chiuso e girato con le ante verso il muro, ribattezzato poi armadio della Vergogna, poiché nascondeva da oltre 40 anni documenti che sarebbero risultati fondamentali ai fini di una ricerca della verità storica e giudiziaria sulle stragi nazifasciste in Italia nel secondo dopoguerra. Prima dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, nel giugno dello stesso anno, SS tedesche, affiancate da reparti della X MAS, massacrarono 72 persone a Forno. Il 19 agosto, varcate le Apuane, le SS si spinsero nel comune di Fivizzano (Massa Carrara), seminando la morte fra le popolazioni inermi dei villaggi di Valla, Bardine e Vinca,nel comune di Fivizzano . Nel giro di cinque giorni uccisero oltre 340 persone, mitragliate, impiccate, financo bruciate con i lanciafiamme. Nella prima metà di settembre, con il massacro di 33 civili a Pioppetti di Montemagno, in comune di Camaiore (Lucca), i reparti delle SS portarono avanti la loro opera nella provincia di Massa Carrara. Sul fiume Frigido furono fucilati 108 detenuti del campo di concentramento di Mezzano (Lucca), mentre a Bergiola i nazisti fecero 72 vittime. MARZABOTTO Dopo l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema avvenuta il 12 agosto 1944, gli eccidi nazisti contro i civili sembravano essersi momentaneamente fermati. Ma il feldmaresciallo Albert Kesselring aveva scoperto che a Marzabotto agiva con successo la brigata Stella Rossa e voleva dare un duro colpo a questa organizzazione e ai civili che l'appoggiavano. Già in precedenza Marzabotto aveva subito delle rappresaglie, ma mai così gravi come quella dell'autunno 1944. Capo dell'operazione fu nominato il maggiore Walter Reder, comandante del 16º battaglione esplorante corazzato (Panzeraufklärungsabteilung) della 16. SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS, sospettato a suo tempo di essere uno tra gli assassini del cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss. La mattina del 29 settembre, prima di muovere all'attacco dei partigiani, quattro reparti delle truppe naziste, comprendenti sia SS che soldati della Wehrmacht, accerchiarono e rastrellarono una vasta area di territorio compresa tra le valli del Setta e del Reno, utilizzando anche armamenti pesanti. «Quindi – ricorda lo scrittore bolognese Federico Zardi – dalle frazioni di Pànico, di Vado, di Quercia, di Grizzana, di Pioppe di Salvaro e della periferia del capoluogo le truppe si mossero all'assalto delle abitazioni, delle cascine, delle scuole», e fecero terra bruciata di tutto e di tutti. Nella frazione di Casaglia di Monte Sole la popolazione atterrita si rifugiò nella chiesa di Santa Maria Assunta, raccogliendosi in preghiera. Irruppero i tedeschi, uccidendo con una raffica di mitragliatrice il sacerdote, don Ubaldo Marchioni, e tre anziani. Le altre persone, raccolte nel cimitero, furono mitragliate: 197 vittime, di 29 famiglie diverse tra le quali 52 bambini. Fu l'inizio della strage: ogni località, ogni frazione, ogni casolare fu setacciato dai soldati nazisti e non fu risparmiato nessuno. La violenza dell'eccidio fu inusitata: alla fine dell'inverno fu ritrovato sotto la neve il corpo decapitato del parroco Giovanni Fornasini. Fra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, dopo sei giorni di violenze, il numero delle vittime civili si presentava spaventoso: circa 770 morti. Le voci che immediatamente cominciarono a circolare relative all'eccidio furono negate dalle autorità fasciste della zona e dalla stampa locale (Il Resto del Carlino), indicandole come diffamatorie; solo dopo la Liberazione lentamente cominciò a delinearsi l'entità del massacro. Elenco degli eccidi e delle stragi riconosciute (da Wikipedia) A Strage di AcerraEccidi dell'alto RenoB Eccidio di BarlettaStrage della BenedictaEccidio di Bergiola FoscalinaEccidio della BettolaStrage della valle del BioisMassacro di BiscariBombardamenti di Foggia del 1943Eccidio di BorgaStrage di Borgo TicinoEccidio di BovesEccidio di BraccanoBus de la LumC Eccidio di CadèStrage di CalusoStrage di CampagnolaStrage del palazzo Comunale di Campi BisenzioStrage di CanicattìEccidio di CapistrelloStrage di CastelloStrage di CastiglioneStrage di CavrigliaEccidio del Colle del LysEccidio di CravascoStrage di CumianaE Eccidi di San RuffilloEccidio di Santa Giustina in ColleEccidio de La StortaEccidio dei conti ManzoniEccidio dei XV Martiri di Madonna della PaceEccidio del Castello dell'ImperatoreEccidio del Ponte dell'IndustriaEccidio del pozzo BeccaEccidio dell'AldrigaEccidio della caserma MignoneEccidio della famiglia ArduinoEccidio delle Fosse ReatineEccidio di ArgelatoEccidio di BariEccidio di CadibonaEccidio di Caffè del DoroEccidio di CavazzoliEccidio di CibenoEccidio di CivitellaEccidio di CodevigoEccidio di Crespino sul LamoneEccidio di GardenaEccidio di GuardistalloEccidio di Maiano LavacchioEccidio di Malga BalaEccidio di MassignanoEccidio di Monte ManfreiEccidio di Monte Sant'AngeloEccidio di PessanoEccidio di PiavolaEccidio di PietralataEccidio di PortofinoEccidio di PratolungoEccidio di San Michele della FossaEccidio di San Piero a PontiEccidio di SchioEccidio di TrivelliniEccidio di ValdagnoEccidio di VallaregaEccidio di VattaroEccidio di via AldrovandiEccidio di Malga ZontaF Strage di FalzanoEccidio dell'aeroporto di ForlìStrage di FornoStrage delle Fosse del FrigidoEccidio di FraghetoG Bombardamento di GrossetoStrage di Grugliasco e CollegnoL Eccidio di SalussolaStrage di LasaStrage di LeonessaM Martiri di FiesoleMartiri ottobriniStrage di MarzabottoStrage di MateraStrage della cartiera di MignagolaStrage della Missione StrasseraStrage di Monchio, Susano e CostrignanoEccidio di MontaltoEccidio di MontemaggioN Eccidio di NolaO Operazione GinnyOperazione PiaveOperazione WallensteinP Eccidio di ProcchioEccidio del Padule di FucecchioStrage di PedescalaStrage di PenetolaEccidio del Pian del LotEccidio di piazza TassoStrage di Piazzale LoretoEccidio di PietransieriEccidio di Ponte CantoneEccidio del ponte di RuffioStrage della PortelaR Rastrellamenti di Villa d'OgnaEccidio della RighettaStrage di Rionero in VultureEccidio della RomagnaEccidio di RonchidosoStrage di RovettaS Eccidio di San Giacomo RoncoleStrage di San PoloEccidio di Sant'Anna di StazzemaEccidio di ScalvaiaStrage del collegino di Sesto FiorentinoStrage di Solcio di LesaEccidio di SoragnaEccidio di Spino d'AddaStrage del Duomo di San MiniatoStrage del paneStrage della caserma di AnghiariStrage della corriera fantasmaStrage della famiglia EinsteinStrage di BarbaniaStrage di CorrubbioStrage di Costa d'OnegliaStrage di GorlaStrage di OderzoStrage di San Benedetto del TrontoStragi di Ziano, Stramentizzo e Molina di FiemmeT Eccidio di TavolicciEccidio di TesticoEccidio del TorrazzoStrage di Treschè ConcaTriangolo della morte (Emilia)Strage del TurchinoU Strage di Serra PartucciV Eccidio di ValdobbiadeneEccidio di VercalloEccidio dell'ospedale psichiatrico di VercelliEccidio di Vinca
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