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Libia, bombardamenti indiscriminati in aree densamente popolate. Uccisi anche tre medici. La denuncia dell'agenzia Onu Ocha (12/04/19 16:30)

Sono 9.500 le persone costrette a lasciare le loro case nell’area di Tripoli dall’avvio dell’offensiva sulla capitale del generale Khalifa Haftar, comandante dell’Esercito nazionale libico. Il computo arriva dalle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha), secondo cui 3.500 sfollati si contano solo nelle ultime 24 ore. Le agenzie umanitarie, si legge nel rapporto aggiornato a ieri sera, restano “fortemente preoccupate per la sicurezza dei civili intrappolati nelle aree coinvolte nel conflitto alle porte di Tripoli. Finora non è stata data risposta alla richiesta di evacuazione di almeno 3.250 persone. Le stesse agenzie “continuano a chiedere una tregua umanitaria temporanea per fornire servizi di emergenza e consentire il passaggio volontario di civili, inclusi quelli rimasti feriti, dalle aree in cui vi sono scontri”. In particolare, vengono rilevati “bombardamenti indiscriminati” in aree densamente popolate come Ain Zara e Swani, nella zona sud della capitale. Si registrano almeno sette morti e dieci feriti tra i civili dall’inizio dei combattimenti. Tra le vittime vi sono almeno tre medici. Inoltre, le Nazioni Unite hanno verificato cinque attacchi contro ambulanze. Le forniture di elettricità in 14 aree della zona sud di Tripoli, incluse Al Furjan e Wadi al Rabeeb, sono state danneggiate dagli scontri. Le condizioni di sicurezza dei civili in quelle aree restano “precarie”. Le squadre locali responsabili dell’evacuazione di civili hanno ricevuto 761 richieste di sgombero di aree coinvolte nel conflitto, ma sono state in grado di rispondere solo in 111 casi.
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