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Inquinamento, Mal’Aria Legambiente: 39 città fuorilegge. Ma se si tiene conto del mix la situazione è molto più grave (29/01/18 19:10)

Quanta mal’aria si respira nelle città italiane? Ancora troppa, se si considera che lo scorso anno sono state 39 le città “fuorilegge” con livelli di Pm10 alle stelle e una situazione critica soprattutto (ma non solo) nella pianura padana e nelle città del nord. L’emergenza smog è sempre più cronica, dice Legambiente, che ha presentato oggi il rapporto sull’inquinamento atmosferico nelle città “Mal’aria 2018”. Il dossier evidenzia una situazione da codice rosso in molte città a causa delle alte concentrazioni di polveri sottili e di ozono. Il rapporto è stato presentato oggi alla vigilia del vertice di Bruxelles sulla qualità dell’aria. Dati convergenti con l'altro dossier, quello di Greenpeace. Secondo le ultime rilevazioni effettuate da Greenpeace in 40 giorni diversi presso altrettanti istituti scolastici (asili o elementari) di queste città, 39 monitoraggi su 40 hanno rilevato concentrazioni di NO2 superiori ai 40 microgrammi per metro cubo (μg/m3), valore individuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la protezione della salute umana.Dal dossier Legambiente, emerge che nel 2017 in ben 39 capoluoghi di provincia italiani è stato superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano, il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo. Le prime posizioni della classifica sono tutte appannaggio delle città del nord, mentre Frosinone è la prima del Centro/Sud. Su 39 capoluoghi, ben cinque hanno addirittura oltrepassato la soglia di 100 giorni di smog oltre i limiti: Torino guida la classifica con il record negativo di 112 giorni di livelli di inquinamento atmosferico illegali; Cremona con 105; Alessandria con 103; Padova con 102 e Pavia con 101 giorni. Ci sono andate molto vicina anche Asti con 98 giorni e Milano con le sue 97 giornate oltre il limite. Seguono Venezia a 94, Frosinone a 93, Lodi e Vicenza con 90. La situazione è critica nella pianura padana: in 31 dei 36 capoluoghi di provincia delle quattro regioni del nord (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) è stato sforato il limite annuo giornaliero e in questi stessi Comuni l’85% delle centraline urbane ha rilevato concentrazioni oltre il consentito. Anche in altre regioni, però, la situazione è critica, come in Campania (Caserta, Avellino e Napoli hanno superato il limite giornaliero di 50 microgrammi/metrocubo rispettivamente per 53, 49 e 43 volte), mente in Umbria la situazione è difficile a Terni con 48 giorni di aria irrespirabile. In Friuli-Venezia Giulia la classifica di Mal’aria vede ai primi posti Pordenone con 39 superamenti e Trieste con 37. Nelle Marche, invece, è Pesaro con 38 giorni oltre i limiti a posizionarsi tra le città peggiori. Legambiente ha presentato anche il monitoraggio sui superamenti di ozono. In 44 città sono stati superati i limiti stabiliti e la situazione peggiore è a Catanzaro, Varese, Bergamo, Lecco, Monza e Mantova. L’associazione ha poi messo insieme le città che hanno superato i limiti sia per polveri sottili che per livello di ozono e ha scoperto che sono 31 quelle che risultano fuorilegge per entrambi gli inquinanti. Sommando i giorni di mal’aria respirata dai cittadini, la classifica che esce fuori vede la città di Cremona prima in questa drammatica lista con ben 178 giorni di inquinamento rilevato (105 per le polveri sottili e 73 per l’ozono). Ci sono poi Pavia con 167, Lodi, Mantova e Monza seguono a pari giornate con 164 giorni di inquinamento totale, Milano a 161 e Alessandria con 160.
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