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Fipronil, sequestrate dai NAS 92 mila uova (24/08/17 09:56)

Ancora uova contaminate dal fipronil: dai controlli effettuati dai Nas in tutta Italia sono otto sinora i campioni risultati appunto contaminati e 92mila le uova sequestrate in via cautelare. E ogni giorno i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e le Asl si stanno imbattendo in qualche allevamento di galline ovaiole o centro di imballaggio, laboratorio o supermercato con prodotti che hanno tracce dell’insetticida. Intanto proprio dai Nas sono arrivate rassicurazioni sulla pericolosità dell’agente: il comandate Adelmo Lusi ieri ha spiegato che «bisognerebbe mangiare 7-8 uova al giorno per avere effetti tossici», ribadendo che i rischi per la salute sono molto limitati. In Francia l’emergenza si è allargata ad altri alimenti lavorati: un lotto di patate delfino e quattro tipi di pasta fabbricati con uova provenienti dal Belgio e dall’Olanda sono stati inseriti ieri dal ministero dell’Agricoltura nella lista dei prodotti contaminati. I prodotti sono stati ritirati dal mercato in via cautelativa, anche se il governo ha assicurato che non presenterebbero «rischi per la salute». Quanto all’uso che del fipronil si farebbe nel nostro Paese, i Nas hanno spiegato che stanno indagando su due ipotesi: una riguarda l’attività di disinfestazione del terreno in assenza di animali, mentre l’altra concerne la presenza illegale dell’insetticida nei mangimi. Il nucleo specializzato dei carabinieri ha partecipato a tutto il sistema integrato di controllo nazionale per rintracciare i flussi commerciali di prodotti esteri a base di uova indicati come contaminati, sequestrando ovoprodotti liquidi o in polvere nonché preparati per omelette e dolci destinati principalmente alla ristorazione etnica. Si è in attesa in particolare dei risultati delle analisi di 107 campioni inviati ai laboratori degli Istituti zooprofilattici di Teramo e di Roma. Otto gli imprenditori responsabili che saranno denunciati alla magistratura. Su disposizione della direzione generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari del ministero della Salute, inoltre, sono in corso ulteriori ispezioni per verificare presso allevamenti l’eventuale detenzione illecita di farmaci o sostanze non autorizzate indebitamente utilizzate. Insieme alle Asl regionali, si stanno campionando «matrici ambientali», cioè uova in guscio, pelle e grasso, mangimi e acque di abbeveraggio. Un controllo a 360 gradi, vogliono far intendere i Nas e il governo, per rassicurare la popolazione. Per quanto riguarda i produttori, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina ha spiegato che «la filiera italiana si è organizzata per assicurare che la commercializzazione di uova e dei relativi ovoprodotti avvenga solo in presenza di certificazione attestante l’assenza di contaminazione da fipronil». La Coldiretti ha dichiarato a proposito che «il sistema dei controlli funziona ma va sostenuto da un forte impegno sul piano della trasparenza dell’informazione estendendo l’obbligo di indicare l’origine a tutti i prodotti alimentari a partire dagli ovoprodotti e ai trasformati, e togliendo il segreto sulla destinazione finale delle importazioni». «Gli italiani – sottolinea ancora l’associazione dei coltivatori – consumano in media circa 215 uova a testa all’anno, di cui 140 tal quali, mentre le restanti sotto forma di pasta, dolci e altre preparazioni alimentari. Sulle uova in guscio l’indicazione di origine è presente ma è necessario migliorarne la visibilità e la leggibilità, non limitandosi ai codici», conclude. Assoavi, che riunisce i produttori di uova, ha aggiunto che nelle aziende associate «sono state attivate analisi volontarie di ricerca del principio attivo del fipronil, per poter escludere dalla commercializzazione uova o ovoprodotti contaminati». La produzione italiana è pari a 810 mila tonnellate di prodotto, si attesta sui 13 miliardi di uova, e vale circa 1 miliardo di euro per la sola parte agricola, mentre il fatturato delle vendite per lavorazione e trasformazione aggiunge altri 1,5 miliardi di euro di volume di affari. La produzione è garantita da oltre 41,6 milioni di galline ovaiole, accasate per la maggior parte in 1.600 allevamenti. FONTE: Antonio Sciotto,  IL MANIFESTO
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