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Usb/Pensionati in solidarietà contro l'arresto di due militanti della Rete Kurdistan in Sardegna, Antonello Pabis e Luiseddu Cari (17/09/18 22:43)

Il 15 settembre due militanti della Rete Kurdistan in Sardegna, Antonello Pabis e Luiseddu Caria, sono stati inquisiti, le loro abitazioni perquisite, i loro cellulari sequestrati, da agenti dell’antiterrorismo nell’ambito di un’inchiesta ordinata da un PM. "Conosciamo personalmente Antonello Pabis, come presidente dell’ASCE (Associazione Sarda contro l’emarginazione), come animatore della Rete Kurdistan in Sardegna, e come nostro iscritto", si legge in una nota di USB/Pensionati. "Con Luiseddu abbiamo condiviso diverse battaglie contro le servitù militari e di solidarietà con il popolo kurdo. Nell’esprimere, dunque, la nostra piena ed incondizionata solidarietà ai due compagni vogliamo capire cosa si sta profilando all’orizzonte e dobbiamo dire che le avvisaglie non sono per nulla rassicuranti".Per Usb/Pensionati non è la prima volta che compagni e lavoratori sardi incappano nelle maglie di teoremi con accuse che se non fossero state ridicole sarebbero state infamanti: l’arresto di Bruno Bellomonte, le tante denunce per manifestazioni contro le basi militari, per aver dimostrato solidarietà ai migranti ecc. "Accuse che, come dicevamo, non hanno retto alla prova dibattimentale ma che hanno procurato non pochi sacrifici (e perfino lunghi mesi di carcere in un caso) a tanti compagne e compagni. Siamo convinti che anche stavolta le indagini finiranno nel nulla, si scioglieranno al primo sole come la classica bolla di sapone, malgrado questo, troviamo oltremodo offensivo che i due compagni in questione possano essere accomunati, dalla stampa, a foreign fighter, termine che sta ad indicare i mercenari prezzolati che si recano in Siria (e non solo) per arruolarsi nelle fila dell’ISIS e spesso al soldo di potenze straniere". 
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