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Violenza famigliare molto piĆ¹ grande nei numeri di quello che si percepisce (16/01/18 09:54)

"La violenza intra-familiare assistita, sebbene scarsamente percepita a livello sociale, e' un fenomeno di grandi dimensioni con gravi conseguenze sia sull'equilibrio psicologico che sulle capacita' di adattamento e integrazione sociale dei minori vittime. In Italia si registrano circa 690.000 casi, oltre il 60% dei quali sono casi di violenza assistita diretta". Lo fa saperel'associazione Spazio Donna Onlus, che aggiunge: "Le conseguenze dell'esposizione al maltrattamento fisico e psicologicoriguardano, in particolare, l'area dell'adattamento e delle competenze sociali, l'area delle competenze  comportamentali, l'area delle capacita' cognitive e di problem solving (quali incompetenza e difficolta' nell'apprendimento, difficolta' d'inserimento nel contesto scolastico e basso rendimento con conseguenze fino all' abbandono scolastico)".L'associazione Spazio Donna Onlus, che da oltre vent'anni agisce nel territorio di Caserta per il contrasto della violenzadomestica, ha avviato nel mese di settembre 2016 il progetto WIDE finanziato dal programma Erasmus+, che ha come obiettivo la definizione di un modello formativo rivolto agli operatori scolastici, per arginare gli effetti della violenzaintra-familiare assistita dai minori e coordinare gli interventi scolastici con la rete di soggetti istituzionali che operano sulterritorio per la prevenzione e il contrasto del fenomeno."Il contesto scolastico e' uno snodo importante sia in termini di approccio pedagogico/relazionale per il riconoscimento deiminori vittime di violenza intra-familiare, sia di raccordo e  coordinamento con le famiglie e con le istituzioni preposte allaprevenzione e al contrasto del fenomeno. Gli insegnanti- conferma la Onlus- sono figure culturalmente e professionalmente sensibili al problema e spesso con rapporti affettivi importanti con gli allievi. Elementi strategici che possono essere ulteriormente potenziati e orientati consapevolmente per salvaguardare ed educare il bambino rispetto all'abuso".Partner del progetto sono diverse realta' pubbliche europee: l'Universita' Autonoma di Barcellona (Spagna); il Liceo  George Calinescu" di Costanza (Romania); il raggruppamento delle scuole "Dr Costa Matos" di Vila Nova de Gaia (Portogallo); l'l'Istituto Comprensoriale Scolastico L. Van Bethoven di Casaluce (Italia); l'Istituto Industriale di Sabadell, Barcellona (Spagna). Il progetto si sviluppa in quattro macro fasi, la prima, terminata nel mese di gennaio 2017, ha prodotto una ricerca iniziale sul tema 'Disagio scolastico da violenza assistita', ovvero la realizzazione di un contributo di raccolta qualitativa delle attivita' scolastiche sul tema della violenza assistita. La seconda fase, avviata nel mese di febbraio 2017, ha portato al disegno del modello di intervento WIDE, delle metodologie e degli strumenti, da implementare nelle classi. La terza fase prevede la sperimentazione del corso su un piccolo campione in ogni Paesepartner e sara' avviata da settembre 2017. Infine,  del termine del progetto, sara' realizzato un rapporto di analisi dellasperimentazione del modello, dei risultati raggiunti, giungendo cosi' all'obiettivo della quarta ed ultima fase. L'attivita' di coordinamento e di scambio tra i Paesi partner e' arricchita anche dall'organizzazione di meeting internazionali. Il primo si e' tenuto a Barcellona nel mese di marzo 2017 e l'ultimo nella citta' di Constanta in Romania. A termine del progetto sara' organizzato un evento aperto alla cittadinanza, per informare e sensibilizzare la popolazione alla tematica. In programma anche un corso di formazione rivolto agli operatori scolastici delle scuole primarie e secondarie di primo grado, che si divide in cinque moduli. In ogni modulo affronta determinati argomenti in termini teorici e pratici.
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