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"Consuma, rimbambisci e guarda massacrare un ragazzo davanti a te". Intervento di Domenico Moro (18/08/17 07:43)

La tristissima vicenda di Niccolò Ciatti, il ragazzo di Scandicci assassinato a Lloret de Mar, come spesso accade in questi casi, ha innescato le solite polemiche sull’indifferenza della folla con annesse dichiarazioni sui social media su quello che ognuno avrebbe fatto in quell’occasione. Nessuno o pochi si interrogano sul tema vero, cioè su qual è il modello di industria turistica che prevale a Lloret e in posti simili. A Lloret prevale un turismo che punta a attrarre ragazzi da tutta Europa offrendo un certo tipo di divertimento a costi bassissimi. Le interviste ai ragazzi italiani a Lloret riportate dalle Tv sono significative: locali, che attraverso i Pr, si contendono i clienti offrendo la possibilità di bere quasi gratis per tutta la notte. Inoltre, non è un segreto che a Loret gira tantissima droga. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, l’assassino, Bisultanov, era imbottito di alcol e droga. Non è certo una giustificazione per le responsabilità di un tale mascalzone, che nel filmato diffuso dai media appare muoversi come un picchiatore professionista e che colpisce un ragazzo già a terra, e ci auguriamo che riceva il massimo della pena e che la sconti con certezza. Il punto è capire il contesto. Colpisce, a questo proposito, quanto detto da una signora italiana che lavora nel settore della ristorazione a Loret: ormai il turismo lì è tutto giovane e le famiglie sono quasi sparite, scacciate proprio dal clima che vi si respira. Del resto a Lloret altri giovani in vacanza, anche italiani, hanno perso la vita in circostanze in cui alcol, droga e violenza si mischiano. Si tratta di una industria di massa low cost, che è lasciata senza controllo dalle autorità locali e in cui le aziende, spesso indebitate, cercano di ridurre i costi (ad esempio riducendo il numero degli addetti alla sicurezza) e di attrarre il maggior numero di clienti. Per la Spagna il turismo è la voce più importante dell’export dei servizi e dell’export in generale, ed è l’unico Paese Uem che supera in questo settore l’Italia in valore assoluto. Per un Paese che ha subito pesantemente la crisi dei mutui e, a causa dei cambi fissi dell’euro, ha scontato per anni un debito con l’estero è una boccata di ossigeno importante. Sarebbe, però, il caso di chiedersi, come per ogni altra industria, quali siano i costi di questo modello di sviluppo e di turismo che a me pare coerente con i tempi che viviamo. Tempi in cui la deregulation e un certo tipo di “consumo” sembrano l’unico modo per riavviare l’economia, mettendo a rischio la vita di chi come Niccolò voleva solo passare un periodo di vacanza.
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